Chi siamo

Studiare diritto alla Sapienza

Secondo una mentalità ancora oggi diffusa, la facoltà di giurisprudenza apre allo studente molte strade: la professione forense, le magistrature, l’impiego nelle amministrazioni pubbliche, il notariato, la consulenza legale all’interno di imprese, banche, società, nelle organizzazioni internazionali. La complessità dei rapporti economici e la varietà degli ambiti della vita sociale regolati hanno sicuramente accresciuto il tasso di specializzazione nello studio del diritto, che non si presenta più unificato come un tempo dalle grandi codificazioni. Ciò non condanna tuttavia il giurista a restare prigioniero di un arido tecnicismo, sia per l’esigenza di avere sempre presenti le connessioni tra le varie branche del diritto anche nell’esperienza professionale, sia perché il diritto è un fenomeno sociale (ubi societas ibi ius) e la scienza giuridica elabora istituti e concetti radicati nella concretezza dei processi storici e delle esigenze mutevoli espresse dalla società. Nell’epoca della globalizzazione, gli orizzonti professionali del giurista si sono ulteriormente allargati, per effetto della formazione di aree estese di diritto transnazionale e di soft law. Il giurista opera spesso all’interno di studi legali con una rete estesa di clientela internazionale, o come consulente di società multinazionali, occupandosi di questioni sulle quali il diritto statale concorre con altre fonti normative, dalla lex mercatoria ai trattati internazionali. Allo stesso modo, il giudice deve misurarsi sempre più spesso, nelle sue sentenze, con precedenti di diritto straniero o con quelli di corti internazionali e sovranazionali nel campo della protezione dei diritti umani.

L’affermazione che la laurea in giurisprudenza apre molte strade è non soltanto esatta considerando gli sbocchi professionali che essa dischiude, ma esprime altresì un dato di fatto non confutabile sia nella storia che nell’attualità, poiché i giuristi hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nell’organizzazione della vita sociale. Essi hanno contribuito in modo determinante a edificare ed a sorreggere il grandioso edificio del diritto romano e le istituzioni politiche della romanità; hanno accompagnato il trapasso dagli ordinamenti feudali e dall’universalismo dell’Impero alla moderna statualità; hanno concorso a consolidare i processi di accentramento del potere politico, delle fonti del diritto e dell’amministrazione nell’età moderna e ad ordinare in sistema le grandi codificazioni che hanno accompagnato l’ascesa dello stato borghese; hanno guidato la fondazione dello stato costituzionale di democrazia pluralistica e dei principi che ne costituiscono le direttrici di orientamento; ed infine essi hanno raccolto le grandi sfide del “diritto globale” spingendo gli orizzonti della scienza giuridica così come quelli degli operatori del diritto oltre i confini degli stati.

Lo studio del diritto nelle università abbraccia i diversi rami dell’ordinamento giuridico (il diritto privato, il diritto pubblico, il diritto penale, il diritto processuale, il diritto del lavoro, il diritto commerciale etc.), e comprende altresì lo studio dell’esperienza giuridica nella dimensione storica, così come in quella della cooperazione tra gli stati. Esso si apre inoltre agli interrogativi  sul “posto” del diritto nella filosofia pratica, alla comparazione tra gli ordinamenti, ed infine al confronto con altre discipline, come l’economia, le scienze sociali, la filosofia politica. Questa larghezza di orizzonti, che fa del giurista allo stesso tempo un tecnico del diritto ed un osservatore critico dei processi di cambiamento che investono la società e le espressioni ordinamentali di essa, è ampiamente rispecchiata dai curricula universitari. I quali si prefiggono l’obiettivo di mettere lo studente in grado di conoscere le norme che disciplinano i vari settori della vita sociale e di addestrarlo negli itinerari argomentativi che ne favoriscono la comprensione, l’interpretazione e l’applicazione;  di trasmettergli la padronanza degli istituti e dei concetti che ordinano in sistema il diritto vigente; e di guidarlo a indagare, infine, sugli strati più profondi dell’esperienza giuridica e sulla socialità del diritto, così come essa si è manifestata nella storia e nella varietà delle culture e delle strutture economiche e sociali.

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Perché studiare giurisprudenza alla Sapienza?

Perché la Facoltà di giurisprudenza ha una tradizione antica, che risale alle origini dell’Ateneo ed ha conosciuto una stagione particolarmente felice dopo il 1870, allorchè essa si affermò come uno dei principali studi di diritto nell’Italia unita e divenne un polo di attrazione di docenti illustri, tra i quali essa ha annoverato presidenti del consiglio, presidenti della Repubblica, giudici della Corte costituzionale.

Perché nella Facoltà hanno insegnato grandi maestri della scienza giuridica italiana ed europea, con una tradizione che si è rinnovata nel tempo grazie a criteri di selezione della docenza esigenti e rigorosi.

Perché la Facoltà ha grandi potenzialità, alimentate da giovani ricercatori, che ne rinnovano la linfa e ne arricchiscono l’offerta didattica soprattutto su insegnamenti specialistici o all’avanguardia.

Perché la Facoltà dispone di Dottorati di ricerca che coprono tutte le grandi aree della scienza giuridica e costituiscono, per il livello dei docenti e la ricchezza delle attività didattiche e seminariali, il vivaio delle eccellenze della Facoltà ed un polo di attrazione per giovani studiosi provenienti da altre università italiane e per  dottorandi provenienti da paesi europei ed extraeuropei.

Perché la Facoltà ha un bacino di utenza esteso, non circoscritto a Roma ed al Lazio, con forte capacità di attrazione di giovani delle regioni dell’Italia centrale e meridionale, ciò che ha contribuito anche ad alimentare uno spiccato senso di appartenenza dei suoi studenti, il quale si mantiene anche dopo la fine del corso di studi attraverso una rete di legami e di rapporti professionali qualificati.

Perché in Sapienza si sono formati giuristi che hanno raggiunto traguardi prestigiosi nelle professioni legali, nelle supreme magistrature, nelle istituzioni, nel mondo dell’impresa e degli affari, e le eccellenze vengono valorizzate e premiate.

Perché la Facoltà dispone di una delle biblioteche giuridiche  più importanti in Europa, costituita dai fondi della vecchia Sapienza, ora conservati nell’attigua Biblioteca universitaria alessandrina, e da quelli dei due Dipartimenti nei quali essa si articola, e dispone inoltre di aule e postazioni informatiche con l’accesso alle principali banche dati in campo giuridico.

Perchè la Facoltà propone un’offerta didattica articolata e ricca, in particolare nel corso di laurea magistrale a ciclo unico quinquennale, la quale comprende, oltre ai tradizionali insegnamenti curriculari, materie nuove, con larghezza di aperture ai rapporti tra diritto ed economia ed alla internazionalizzazione.

Perché l’offerta didattica comprende la possibilità di seguire corsi di lingua, finalizzati alla comprensione della terminologia giuridica inglese, francese, tedesca e spagnola, nonché corsi in lingua inglese su materie del curriculum degli studi.

Perché la Facoltà ha una rete estesa di attività internazionali, attraverso accordi per la doppia laurea con prestigiose università europee e statunitensi (Humboldt Universität di Berlino, Pantheon Assas di Parigi, King’s College di Londra, Columbia University di New York), accordi di cooperazione scientifica e scambi Erasmus per la mobilità degli studenti con quasi tutti i paesi europei.

Perché la Facoltà ha istituito un servizio di tutoring individualizzato, che accompagna lo studente dall’immatricolazione alla laurea, e con iniziative di placement miranti a favorire l’ingresso nel mercato del lavoro.

Perché infine la Facoltà offre un ventaglio articolato di opportunità di perfezionamento post lauream, attraverso la Scuola per le professioni legali, scuole di alta formazione per la preparazione ai concorsi e master di specializzazione in svariati campi, dal diritto dell’ambiente alla scienza dell’amministrazione al diritto privato europeo.

Paolo Ridola
Preside della Facoltà di Giurisprudenza